ConcettiFilosofia del Cinema

Esiste Verità nel Cinema?

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Un blog come questo non può non chiedersi se tra Verità e Cinema esista una qualche correlazione o se i due poli sono assolutamente opposti escludendosi a vicenda. A prima vista, senza dubbio, i due termini sono da considerarsi incompatibili se non contraddittori. Come può esistere Verità in un’opera di finzione così poliedrica se la Verità (con la «V» maiuscola) per definizione è una, immutabile e imperitura?

Questa sostanzialmente è la domanda che invoca risposta in queste righe.

Cominciamo.

La Verità

«Quid est Veritas?» è la domanda che Pilato pose a Gesù. Il Nazareno tuttavia non rispose per cui dobbiamo cavarcela da soli. Fin dalla sua nascita, la filosofia si concepisce come ineludibile e continua ricerca della Verità. Platone afferma infatti che i filosofi sono tous tes alethias philotheamonas, sono coloro che amano contemplare la Verità.

La Verità, come definizione filosofica, come Verità in sé, non può essere qualcosa di più o meno vero o di parzialmente vero. Non ha senso neanche parlare di Verità plurali perché ciascuna delle verità non sarebbe la Verità totale: la Verità in senso proprio è una. Da ultimo, quando parliamo di Verità, abbiamo sempre qualcosa in mente, ma nessuna di queste cose concerne l’emozione, il sentimento o l’istinto. Tutti noi associamo la Verità all’aspetto cognitivo, alla ragione, all’ordine teoretico.

Il Cinema

Come potete immaginare, da questi presupposti si approfondisce oltremodo lo iato che separa Verità e Cinema. Difatti, il cinema è una pluralità di generi, mentre la Verità è una e indeclinabile. L’altro punto fondamentale sono le emozioni, le passioni, i sentimenti che i film suscitano in noi. Un film che non suscita emozioni si allontana molto dalla sua riuscita. Anche opere prettamente cerebrali fanno sempre appello alla parte emozionale dello spettatore. Invece, come detto sopra, quando pensiamo alla Verità, la dissociamo categoricamente dalla sfera emozionale. Non di meno, il Cinema, è stato sempre accostato all’arte o a una forma di produzione, e non alla filosofia e alla sua maniacale e ossessiva ricerca della Verità.

Come usciamo da questo labirinto frattale?

La risposta è curiosamente in Platone

Platone è contro l’arte. Non si scappa, lo sanno tutti. Poesia, scultura, teatro, pittura… sono condannati in quanto copie della realtà sensibile (quella in cui viviamo) che a sua volta è copia sbiadita del mondo intellegibile delle Idee. Essendo quindi copia della copia, l’arte in Platone è condannata tout court. E tuttavia, è proprio Platone che risolverà il problema Verità-Cinema da cui siamo partiti.

I manuali di filosofia cominciano tutti da Talete, ma il termine filosofia compare molto più tardi, almeno nel senso che diamo noi oggi alla parola. La filosofia in senso tecnico e specifico si può dire che nasca proprio da Platone e, nel Protagora, pare ci sia la risposta che tanto cerchiamo.

Il Protagora di Platone

Il filosofo Umberto Curi è assolutamente persuaso che tra Cinema e Filosofia ci sia una corrispondenza indefettibile anche nei riguardi della Verità affermando che la chiave di volta la si trova in Platone. Platone in effetti, per spiegare i suoi concetti, la sua filosofia, utilizza spesso la tecnica del mito. Mythos (μύθος) in greco significa appunto «racconto», «narrazione». Questa, precisamente, è la chiave per dipanare la matassa. Ma veniamo al Protagora.

Politikè techne

Nel dialogo in questione Socrate (alter ego di Platone nel dialogo) incontra il sofista Protagora intento a spiegare a un gruppo di giovani come sia del tutto possibile insegnare la politikè techne, l’arte della politica.

L’indemoniato Socrate farà un paio di provocatorie obiezioni al venerando maestro sofista. Protagora intende rispondere subito all’impudenza socratica per non perdere la faccia in primis e, non meno in portante, per rispettare uno dei cavalli di battaglia del sofismo: l’eristica, l’arte di battagliare argomentando.

E tuttavia, prima di ribattere a Socrate, Protagora dice:

Ma io, o Socrate – disse – non mi rifiuterò! Preferite, invece, che io, come anziano che si rivolge a gente giovane, ve lo dimostri raccontando un mito o analizzandolo col ragionamento? (Platone, Protagora, 320 c).

Le due dimostrazioni

Protagora sta semplicemente chiedendo se la dimostrazione che intende fare deve strutturarsi secondo il classico ragionamento filosofico (logos) o se è più gradito un racconto, una fiction, un mito. I presenti affermano che è esattamente la stessa cosa ai fini di una dimostrazione; anzi, optano per il mito perché è più piacevole e divertente di una dissertazione. Per cui tra ragionamento e racconto non c’è nessuna differenza se non la piacevolezza.

In sostanza, in questo dialogo, Platone conferma che esistono due tipi di dimostrazioni equivalenti. La prima dimostrazione è quella che indubbiamente è stata privilegiata dalla filosofia successiva: il trattato, la dissertazione. La seconda, invece, è quella della narrazione che ha una caratteristica in più: la piacevolezza; la spiegazione suscita emozioni positive ed è quindi preferibile, come avviene nel dialogo citato.

Conclusione

La conclusione alla quale perveniamo, sulla scorta di Umberto Curi, è che si può indubbiamente parlare di Verità nel Cinema perché il Cinema rappresenta oggi la forma più alta, moderna e completa di mythos.

Il cinema è narrazione. Sono immagini in movimento che raccontano sempre qualcosa, finanche fosse un nonsense. Il cinema, attraverso la narrazione, dimostra e argomenta proprio come fa la filosofia, con la caratteristica non trascurabile della charis, ossia della piacevolezza e dell’emozione, che in un canonico trattato filosofico decisamente manca.

Il cinema quindi ha capacità veritative. Ha nella sua intrinseca struttura narrativa la possibilità di dimostrare, argomentare, pervenire alla fondatezza di certe tesi con la specifica importantissima dell’emozione positiva.

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Dedo

Il cinema pensa! E non lo fa solo nei film impegnati dei grandi auteurs. Ogni pellicola muove da un pensiero che tocca le corde più profonde del nostro sentire. In quanto tale, il cinema fa filosofia!