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Zygmunt Bauman ci mancherai

Dedo115 views

Bauman e il documentario “La teoria svedese dell’amore”

È morto all’età di 91 anni uno dei più grandi sociologi contemporanei, Zygmunt Bauman. Mentre scrivo la notizia sta rimbalzando su tutti i social e testate giornalistiche online. Siamo tutti debitori a Bauman e alla sua teoria della “modernità liquida” che ci ha reso più consapevoli della contemporaneità in cui l’unica costante è il cambiamento e l’unica certezza è l’incertezza.

Vorrei ricordarlo citando un passo sull’individualità (Z. Bauman, Modernità liquida, p.107):

Tale obiettivo è il consumo, e il consumo è un passatempo letteralmente e irreversibilmente individuale, una sequela di sensazioni che può essere vissuta solo in modo soggettivo. Le folle che riempiono le viscere dei “templi di consumo” di George Ritzer sono masse, non congregazioni, mucchi, non squadre, aggregati, non totalità. Per quanto affollati possano essere, non c’è alcunché di “collettivo” nei luoghi di consumo collettivo

L’individualità, il soggetto assolutamente atomizzato e scollegato dalle relazioni umane della “società liquida” messo a tema da Bauman è anche il fulcro di un bellissimo documentario di Erik Gandini: La teoria svedese dell’amore (2015), dove appare anche il sociologo polacco.

Nel documentario si fa una critica alla società svedese comunemente indicata come la nuova Mecca della società ideale e dell’avanguardia dei diritti umani ma che in realtà rivela una paradossale ambiguità testimoniata dal numero di suicidi più alto del resto del mondo. Vi invito a recuperare il documentario e rifletterci sopra.

 

 

Qui il pensiero di Bauman:

 

Dedo

Il cinema pensa! E non lo fa solo nei film impegnati dei grandi auteurs. Ogni pellicola muove da un pensiero che tocca le corde più profonde del nostro sentire. In quanto tale, il cinema fa filosofia!